Il territorio

Tra le colline del Piemonte l’Anfiteatro Morenico di Ivrea (AMI) si distingue per il suo valore geologico di primaria importanza a livello mondiale. Questo imponente complesso di cerchie moreniche concentriche si estende tra Canavese e Biellese allo sbocco dal grande varco attraverso le Alpi Occidentali che introduce nella Valle d’Aosta.

Terzo per estensione degli anfiteatri morenici italiani dopo quelli del Garda e del Verbano (505 km2), l’AMI fu edificato dal Ghiacciaio della Dora Baltea (Ghiacciaio Balteo) nel corso di una decina di glaciazioni succedutesi a partire da 900 mila anni fa nella seconda parte del Periodo Quaternario.

Le sue cerchie marcano con evidenza le massime espansioni ciclicamente raggiunte dal ghiacciaio proveniente dalla Valle d’Aosta: queste morene terminali distano fino a 120 km dalla fronte dei ghiacciai attuali del Monte Bianco e vanno a sbarrare la Pianura Padana per oltre metà della sua larghezza tra le Alpi e la Collina di Torino. La Valle d’Aosta che generava il ghiacciaio è il bacino montano con la maggiore elevazione media di tutte la catena alpina (2100 m s.l.m.), circondato da montagne altissime che si elevano fino a oltre 4000 m a breve distanza dalla pianura, e questa situazione è all’origine dell’inusuale possanza dell’anfiteatro.

L’Anfiteatro Morenico Ivrea si caratterizza per una depressione interna formata da un’estesissima pianura fluviale agricola (200 km2) sviluppata tra i 250-215 m di quota, completamente circondata dall’alto rilievo morenico (300 km2) che raggiunge dislivelli fino a 700 m. Si realizza così un forte contrasto morfologico tra piana interna e cerchie moreniche in analogia con l’arena e gli spalti di un anfiteatro romano. Questo anfiteatro contiene due gioielli geomorfologici: la Serra d’Ivrea, un’imponente morena rettilinea lunga 16 km e pertanto la maggiore delle Alpi, esemplare modello di morena laterale e di sedimentazione al margine glaciale; all’interno della depressione si innalzano i Colli d’Ivrea, un gigantesco affioramento di rocce di crosta continentale sudalpina esteso per 21 km2, modellato sotto il ghiacciaio in collinette rocciose inframmezzate da profondi bacini lacustri (Sirio, San Michele, Pistono, Campagna, Nero), con diffuse rocce montonate, levigature, strie glaciali e solchi, oltre a numerosissimi massi erratici. Le varie depressioni dell’AMI ospitano altri dieci laghi e un’infinità di stagni e torbiere: i maggiori si estendono al termine della piana interna (Viverone, Candia) e altri minori sono racchiusi in alto tra le morene (Bertignano, Alice, Meugliano).

 

Dott.Franco Gianotti  - Dipartimento di Scienze della Terra dell' Università degli Studi di Torino

 

 

 

 

 

 

 

 

L'ecomuseo AMI

Signore e Signori, mi presento.
Sono... l'Anfiteatro Morenico di Ivrea.

Sono l'abbraccio di pietra, di terra, di acqua e di erba
in cui vivete suppergiù da diecimila anni.
E' la prima volta che prendo la parola.
E' solo che... vi vedo alzare gli occhi sempre più sovente,
vi ascolto fare sempre più domande,
vi sento camminare su per le mie braccia a caccia di bellezza,
più di quanto succedesse prima.
Ecco, vi sento più curiosi di conoscermi.

Perciò, ora non serve tanto
ch'io vi spieghi come è stato,
quando sono nato e come:
è capitato e basta,
un miracolo sull'altro,
milioni di anni fa.

E' più importante, invece, che sappiate
cosa rende me così particolare
e voi così ispirati.

Innanzitutto questo:
io, invece d'essere pianura, o montagna, o collina,
sono tutte queste cose assieme,
mescolate in poco spazio,
con la forma di un anfiteatro.

E voi... Voi...
Voi siete quelli nati sul palcoscenico.

(Marco Peroni)

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